Difesa integrata e lotta biologica
La difesa integrata combina i controlli sulla coltura con pratiche agronomiche, prodotti fitosanitari selettivi e mezzi di lotta biologici. La lotta biologica si basa sui controlli in campo, sull'uso di nemici naturali dei parassiti e su prodotti non di sintesi chimica. Nel metodo biologico si possono usare solo prodotti fitosanitari non di sintesi chimica.
Per prevedere le infezioni fungine e quindi capire quando trattare si usano il controllo dei parametri meteorologici e i modelli previsionali.
La soglia di tolleranza
È la densità massima di popolazione del fitofago che la pianta sopporta senza un calo significativo della produzione. Un esempio pratico: se durante un monitoraggio estivo nel meleto si trova un solo esemplare di carpocapsa, si interpella un consulente per verificare se la soglia è superata e scegliere l'intervento più adatto.
Gli organismi utili
Non tutti gli insetti e gli acari presenti sulle colture sono dannosi: alcuni sono utili. Gli insetti ausiliari si comportano da antagonisti di quelli dannosi. I fitoseidi sono acari utili perché predano gli acari fitofagi.
Mezzi alternativi e pratiche agronomiche
- Confusione sessuale: satura l'ambiente con feromoni sessuali.
- Disorientamento sessuale: crea false tracce di feromoni femminili.
- Trappole cromotropiche: attirano l'insetto con il loro colore.
- Piro-diserbo: controllo fisico delle infestanti con il fuoco.
- Pacciamatura: impedisce la crescita delle erbe infestanti.
- Macerato di ortica: allontana gli insetti dalle colture.
- Varietà resistenti: piante resistenti a determinate malattie fungine, insetti o batteri.
Le pratiche agronomiche (concimazione, irrigazione, potatura) aiutano a ridurre i trattamenti se si evitano forzature eccessive, che rendono la pianta più esposta ai parassiti.